11 settembre 2001 – La fine della Storia, l’inizio del Presente.

11 settembre 2001 – La fine della Storia, l’inizio del Presente

Oggi è l’11 settembre 2012, sono passati undici anni ormai.
Lo ricordo perfettamente, stavo guardando la Melevisione, c’era Tonio Cartonio che diceva le sue solite stronzate tipo “accipigna” e via discorrendo. Mi si apre ‘sto cazzo di telegiornale con le immagini delle due torri in fiamme.
Non ricordo che cosa provai, cosa può provare un bambino di undici di anni di fronte a uno spettacolo del genere?
Sapete, c’era la gente che si lanciava giù da questi enormi grattacieli, quelli erano i loro ultimi istanti di vita, e ne erano consapevoli. Cosa si può provare di fronte ad una tale consapevolezza? Non so, trovo tutto questo alquanto orribile.

Nel 2009 andai a New York, ci sono passato da Ground Zero, ma quella cazzo di cappella, quella con tutte le foto delle persone morte, no, non sono andato a visitarla, mi sembrava una cosa macabra e raccapricciante.
Nell’area di terreno dove si trovavano le torri gemelle c’era un cantiere, sinceramente non so cosa stessero cercando di fare tutti quegli operai là dentro dopo otto anni.

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Io so solo una cosa: con l’11 settembre 2001 inizia il presente; tutto quello che avviene prima è Storia, tutto quello che viene dopo è il Presente. Che differenza c’é fra la Storia e il Presente? A dire il vero una differenza non c’è, perché la storia dell’umanità è composta da piccoli, fottutissimi cicli che si ripetono costantemente, senza una tregua, soltanto che il Presente fa parte di un capitolo della storia dell’umanità che è iniziato ma che ancora non si è concluso.

I libri di Storia non sono in grado di spiegarla in maniera realistica, perché sono impostati per essere studiati. L’essere umano non imparerà mai dai suoi errori se continuerà ad approcciarsi alla storia dell’umanità in questo modo. La Storia non va studiata, va vissuta. Bisognerebbe scrivere un romanzo della Storia, non un romanzo storico, un romanzo della Storia.

Immaginate di ritrovarvi, undici anni fa, affacciati dal millemillesimo piano di una delle due torri, e di dover prendere la decisione se lanciarvi giù da una finestra o se rimanere lì a morire abbrustoliti o spappolati in mezzo alle macerie.

Immaginate tutto questo.

Potete provare a immaginarlo, perché quell’avvenimento, accaduto undici anni fa, non fa parte della Storia, è a cavallo fra la Storia e il Presente. Riconosco che le persone della mia età non possano immaginarsi le sensazioni provate dalle persone segregate nella Germania Est, quando il muro di Berlino fu abbattuto, ma cazzo, la caduta delle torri gemelle è un avvenimento che tocca ognuno di noi.
Vorrei che tutti quei figli di puttana che tengono in mano le redini del mondo si dovessero trovare di fronte a una tale decisione: “mi butto o non mi butto?”
Ma loro non si buttano, chiamano un elicottero e si fanno venire a prendere.

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Il capitolo che stiamo vivendo ora del romanzo della Storia non so quando si concluderà, e come si concluderà.
Non ho grosse speranze sapete, non credo in un lieto fine. Più andiamo avanti e più il mondo va a puttane, quindi perché dovrei aspettarmi uno stupido lieto fine?
Guardatevi intorno, ispezionate la vostra esistenza, osservate in che cazzo di mondo è inglobata.

Ormai è troppo tardi per tornare indietro, e questo capitolo del grande romanzo della Storia finirà di merda, come tutti gli altri, finché un giorno non arriverà l’ultimo capitolo, il capitolo in cui l’essere umano si distruggerà con le sue stesse mani, quelle stesse mani che hanno ucciso migliaia di persone quel giorno di undici anni fa, e io non ci credo che sia stato Bin Laden o chi per lui, non me la bevo. Il fatto accaduto undici anni fa non è un atto terroristico, è un atto di autodistruzione, uno dei tanti grandi segnali di ciò che l’essere umano è in grado di compiere, ossia di autodistruggersi.

Mike the Meme

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