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Megabus – Ecco come andare a figa per l’Italia spendendo pochi spiccioli

Megabus – Ecco come andare a figa per l’Italia spendendo pochi spiccioli

Qualche settimana fa, di ritorno da un raduno a Milano con alcuni amici di internet, becco una mia vecchia conoscenza sopra il treno, Francesco “Frullo” La Rosa, batterista di Meganoidi, Extrema, Mpire of Evil (ex Venom).

Benissimo, lui non c’entra praticamente nulla con questo articolo.

Lo so, lo so, vi stavate aspettando un pezzo sui musicisti italiani, la scena musicale italiana o qualcosa del genere, ma invece no, sinceramente oggi non mi va, oggi non ne ho voglia.

Ho iniziato questo articolo parlando dell’incontro con Francesco perché è proprio grazie a lui se sono venuto a conoscenza del servizio di pullman Megabus, ed è questo il vero soggetto del mio articolo.

Infatti, nel fare il viaggio insieme a Frullo, incontrato appunto totalmente per caso, dopo avermi descritto i suoi vari tour e la sua vita da musicista, mi ha raccontato che aveva sentito parlare di questo servizio, che ti permette di viaggiare per mezza Italia a partire da un euro e cinquanta, e la cosa gli sembrava totalmente fuori di testa.

Me lo avesse detto qualcun altro, probabilmente avrei pensato mi stesse prendendo per i fondelli, ma uno che suona con gli ex membri dei Venom deve per forza avere ragione.

Ed è così che Venerdì scorso mi sono ritrovato catapultato su uno di questi bus, diretto per Roma, armato di cuffie, PC, e tanta buona musica.

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Ma partiamo dal principio: come mai ho deciso di dedicare del mio tempo e fare pubblicità gratuita a questo servizio senza nulla in cambio? Semplicemente perché penso che potrebbe cambiarmi la vita.

Dovete sapere che io, da quando ho iniziato a lavorare e ad avere uno stipendio, ho cominciato a viaggiare spessissimo, quasi tutte le settimane, per me viaggiare è tutto, nel viaggio è racchiuso il significato dell’esistenza umana, è la cosa più bella nella vita, dopo la figa, ovviamente; se poi il motivo del viaggio è proprio la figa, unisci il dilettevole al dilettevole e ti senti l’uomo più realizzato del pianeta.

L’anno scorso, quando ancora lavoravo in hotel e avevo un guadagno fisso e sicuro ogni mese, avrò speso almeno 1500 euro in biglietti del treno, praticamente in un anno ho pagato uno stipendio intero a uno dei controllori di Trenitalia ma, ora che sono disoccupato, non me lo posso più permettere, e la cosa mi fa veramente girare le palle.

Invece ora, grazie a Megabus, anche i pezzenti come me possono avere la libertà di viaggiare, e penso che questa sia una cosa pazzesca.

Appena arrivo in Piazza della Vittoria a Genova, luogo da cui partono i bus, inizio a fare un paio di scatti.

L’autista, un ragazzo sui trenta, Franco, si prende subito bene, si mette in posa in cravatta e mi chiede di scattargli una foto.
Ora siamo amici su facebook, spero non si scandalizzi troppo per le amenità che scrivo di solito.

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Il mezzo non è affatto male, a due piani, un piccolo bagno al suo interno, wi-fi gratuito che funziona, non perfettamente e non sempre, ma meglio di niente insomma.
Sotto i sedili vi sono le prese della corrente, quelle con due buchi, per cui se come me avete fatto i figli dellammerda e vi siete comprati un mac, la cui presa del caricatore ha tre punte, magari portatevi un adattatore.

Le poltroncine sono abbastanza comode, peccato l’assenza del tavolino pieghevole attaccato sul retro del sedile di fronte, e di fatto per scrivere questo articolo mi sono appoggiato il laptop esattamente sulle palle.
Al primo piano vi sono un paio di postazioni da quattro posti con un tavolo in mezzo, posti che erano quasi tutti occupati da gente anziana, e non avevo voglia di farmi sette ore di viaggio in mezzo ai vecchi.

Vi starete chiedendo voi, ma ne vale veramente la pena farsi sette ore di viaggio, contro le quattro che offre Trenitalia, per risparmiare denaro?
Beh, se il risparmio è superiore ai trenta euro a biglietto, per un totale di sessanta euro (quando va bene eh!), secondo me assolutamente sì.

Sarà che io sono abituato a viaggiare, sarà che ho una innata capacità di alienarmi se mi posizioni di fronte a un vetro da cui posso osservare i panorami che offre, per fare un esempio, la Toscana, magari con in cuffia “Hybrid Theory” dei Linkin Park o, che ne so, “Masticate do Dominate” dei Gorgasm, fatto sta che a me il tempo passa e nemmeno me ne accorgo, ma chi lo sa, forse non è questione di capacità di adattamento, molto probabilmente si tratta semplicemente di qualche strana forma di autismo.

Poi ovvio, se avete soldi da buttare, e magari a voi sta bene spendere ottanta euro per farvi in tre ore Milano-Roma col freccia rossa fate pure, io preferisco decisamente spararmi nove ore per lo stesso tragitto seduto sopra un autobus ma spendendo pochi spiccioli.

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Ovviamente, quando ci si appresta ad affrontare un viaggio, bisogna comunque valutare gli imprevisti del caso, soprattutto se sei una persona perseguitata dalla sfiga, proprio come me. Giunti ad Orvieto infatti, a circa 120 km da Roma, un’autocisterna si ribalta in mezzo all’autostrada, bloccando il passaggio, e lasciandoci immobili per strada per circa tre ore.
Nonostante questo, ho notato con piacere che la persona a bordo dello staff oltre all’autista era in contatto con gli uffici Megabus, dai quali riceveva consigli sul da farsi.
La migliore opzione disponibile fu quella di uscire ad Orvieto, e proseguire il tragitto attraversando le bellissime campagne del Lazio, che non avevo mai visto, e che mi sono gustato con piacere.
Vedere il sole appoggiarsi sull’erba, sugli alberi, sulle spighe durante il tramonto è stata una bellissima esperienza, quasi mistica, tanto che ancora ringrazio la sfiga per questo magico inconveniente.

Arrivo a Roma con quattro ore di ritardo, ritardo non certo dovuto al servizio Megabus, se l’autostrada è interamente bloccata, che colpa ne possono avere loro?
Vorrei farvi notare il fatto che, comunque, anche con Trenitalia il rischio di ritardo è molto alto, come quella volta che ero andato a trovare un caro amico in quel di Pavia e, proprio quando mi trovavo in stazione in procinto di tornare, un tizio aveva ben deciso di ammazzarsi buttandosi sotto un treno, e la stazione di Pavia rimase isolata per DIECI MALEDETTISSIME ORE, costringendomi a fermarmi una notte in più a casa del mio amico.

 

Per quanto riguarda il servizio di prenotazione, prima prendi i biglietti meno spendi, le tariffe di ora sono sì promozionali, ma comunque il costo massimo che potrebbe raggiungere un viaggio interno all’Italia, dovrebbe essere di circa 15 euro, per non parlare del fatto che, da quanto ho capito, l’azienda, che secondo indiscrezioni dovrebbe appartenere alla Regina d’Inghilterra, sta cercando di espandere il servizio anche al Sud Italia e, oltre ciò, vi è già il tentativo di collegare l’Italia alle principali città europee.

Per salire sul bus non è obbligatorio stampare il biglietto: non sono sicuro del fatto che basti presentare il codice di prenotazione ma, per lo meno, se col cellulare si mostra la mail al conducente, questo ti fa salire senza problemi. Quindi insomma, se avete finito l’inchiostro della stampante proprio la sera prima di partire, non c’è da preoccuparsi.

In conclusione, vorrei trarre le somme dei pro e dei contro, per farvi capire che, alla fine, viaggiare con Megabus non è affatto male:

 

PRO:

– Prezzi convenienti;

– Bagni, aria condizionata, prese funzionanti disponibili e wi-fi gratuito che alle volte c’è e alle volte non c’è (ma meglio di niente);

– I sedili sono abbastanza comodi;

– Non senti puzza di rom, di barbone o cose del genere, probabilmente perché, ok che i prezzi sono convenienti e accessibili a chiunque, ma essendo il biglietto acquistabile solo online, se non hai una connessione internet e una carta di credito, ti attacchi al tram, e quindi i clienti Megabus sono comunque persone appartenenti alla classe medio bassa: non saremo ricchi, ma almeno ci laviamo, insomma;

– Quando scendi non ti senti sporco e non ti viene voglia di lavarti con una tanica di benzina per poi darti fuoco, in quanto i mezzi sono molto puliti.

CONTRO:

– I viaggi sono più lunghi rispetto ad altri mezzi, ma alla fine è l’unico compromesso per avere un rapporto qualità prezzo imbattibile e devastante;

– C’è il rischio di forti ritardi se in autostrada c’è qualche incidente;

– Non vi è la possibilità di acquistare cibo e bevande a bordo, quindi consiglio di portarvi dietro tutto l’occorrente, al contrario di come ho fatto io, che stavo per morire disidratato semplicemente perché sono un povero cogli*ne. Certo, se i bus fossero attrezzati anche di una macchinetta per compare bibite e snack sarebbe fantastico, chi lo sa, la speranza è sempre l’ultima a morire.

Che dire, state sintonizzati sul sito iteu.megabus.com, io posso solo che ringraziare chi ha creato questo servizio, grazie a voi mi sento un uomo maggiormente libero, grazie a voi andare a figa in giro per l’Italia adesso ha tutto un altro sapore.

Mike the Meme

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