Una storia d’amore come tante – I taccuini del killer seriale



UNA STORIA D’AMORE COME TANTE

NON SO COSA MI SPINGA A CERTE AZIONI, E’ UNA SPECIE DI PULSIONE MALATA E REPELLENTE, UN BISOGNO INARRESTABILE E PERVERSO.

LEI E’ LEGATA SOPRA IL LETTO, LO SGUARDO DISPERATO, MA PERSO NEL VUOTO.
QUANDO ENTRO, SUSSULTA CONVULSAMENTE, ANCHE SE NON HA PIU’ LE FORZE PER REAGIRE.

LE HO MESSO UNA PALLA IN BOCCA, DI QUELLE CHE SI METTONO AI MAIALI PRIMA DI FICCARLI DENTRO IL FORNO, ERO STUFO DI SENTIRE QUEI SUOI STUPIDI URLETTI DA PUTTANA. HO OTTENUTO IL RISULTATO CHE VOLEVO, ORA STA ZITTA, MA NON POSSO METTERGLIELO IN BOCCA PORCO DIO; PER COMPENSARE GLIELO SBATTERO’ NEL CULO A SECCO, SENZA VASELLINA..

A ME NON IMPORTA SE SENTIRA’ DOLORE, SE SI SENTIRA’ UMILIATA O USATA BRUTALMENTE, A ME NON IMPORTA.

TUTTI VOI PENSERANNO SIA SBAGLIATO MA, ALLA FINE, CHI SIETE VOI PER DECRETARE COSA SIA GIUSTO E COSA SBAGLIATO?
CHI HA IL POTERE PER DELINEARE QUALE SIA LA LINEA DI CONFINE CHE SEPARA IL BENE DAL MALE, L’ETICO DALL’AMORALE, IL GIUSTO DALLO SBAGLIATO?

ERA COMINCIATO TUTTO IN QUEL GRIGIO MATTINO AUTUNNALE, COME UNA DELLE MIE TANTE STORIE D’AMORE.
CAMMINAVA A PASSO SVELTO SOPRA UN MARCIAPIEDE DESOLATO, SEMBRAVA UN AUTOMA, CON QUEL SUO PASSO MECCANICO, QUASI AUTOMATICO, MI PAREVA INARRESTABILE.

QUALCOSA MI DICEVA CHE STAVA ANDANDO A LAVORARE, SEMBRAVA DECISA MA INCOSCIENTE, COME SE TUTTO CIO’ FACESSE PARTE DI UNA ROUTINE ANNICHILENTE CHE TI MANGIA VIVO DENTRO, ANNULLANDO OGNI SENTIMENTO, OGNI PASSIONE, OGNI VOGLIA DI ESISTERE, LASCIANDOTI DENTRO SOLO LARVE INGORDE CHE DIVORANO OGNI EMOZIONE PRIMA ANCORA CHE POSSANO COMINCIARE A PRENDERE FORMA.

LA OSSERVAI PER UNA SETTIMANA INTERA, SOLTANTO IL SABATO E LA DOMENICA MANCO’ ALL’APPUNTAMENTO, PROBABILMENTE LAVORAVA IN QUALCHE UFFICIO, MAGARI ERA LA SEGRETARIA DI QUALCHE CAZZO DI AVVOCATO FIGLIO DELLA MERDA.

LA SETTIMANA SEGUENTE DECISI CHE VOLEVO INCROCIARE IL SUO SGUARDO, COSI’ MI FECI TROVARE SU QUEL MARCIAPIEDI, MA DIRETTO NELLA DIREZIONE OPPOSTA ALLA SUA.
LA VIDI AVVICINARSI A VELOCITA’ COSTANTE, AVEVA IL SOLITO PASSO AUTOMATICO, QUASI AUTISTICO, PIU’ MI ERA VICINA E PIU’ QUEL VISO PALLIDO CHE AVEVO INTRAVISTO, SEMPRE DA LONTANO, MI APPARIVA NITIDO.

IL SUO VISO ERA PROPRIO COME ME L’ERO IMMAGINATO, DAI LINEAMENTI BRUSCHI, MA SENSUALI, QUELLO SGUARDO GLACIALE, QUASI IMPERCETTIBILE, MA CHE NON VEDEVA L’ORA DI ESSERE PENETRATO.
NONOSTANTE QUESTA SCORZA DI GHIACCIO CHE RICOPRIVA QUELLE OPACHE PUPILLE, NOTAVO UN VELO DI PAURA INSEDIATO DENTRO DI ESSE, E’ QUELLA CLASSICA PAURA CHE PROVANO MOLTI ESSERI UMANI.

GLI ESSERI UMANI SONO CONVINTI DI AVERE PAURA DELLA MORTE, QUANDO INVECE E’ LA VITA CIO’ CHE DAVVERO LI SPAVENTA.

LEI ANCORA NON SAPEVA CHE MI AVREBBE AMATO, CHE IO SAREI STATO L’ULTIMO UOMO DELLA SUA VITA, LEI IGNORAVA CHE QUELLO SCONOSCIUTO, INCROCIATO PER UN MISERO NANO-SECONDO IN UNA MATINA INSIGNIFICANTE COME TUTTE LE ALTRE, AVREBBE POSTO FINE ALLE SUE SOFFERENZE.

PASSO’ CIRCA UN MESE DA QUELL’INCONTRO, COMINCIAI A PEDINARLA, A STUDIARE LE SUE ABITUDINI, VOLEVO ESSERE PREPARATO PER QUANDO POI, CI SAREMMO DEFINITIVAMENTE INCONTRATI: DOVEVA ESSERE TUTTO PERFETTO, DOVEVA ESSERE UN AMORE INDIMENTICABILE, QUALCOSA CHE TI RESTA NEL CUORE PER TUTTA LA VITA.

IN FONDO, SAREBBE STATO IL SUO ULTIMO AMORE.

TRALASCIO I FATTI CHE IS SUSSEGUIRONO, CIO’ CHE MI PERMISE DI PORTARLA NELLA MIA ABITAZIONE, NON SONO DETTAGLI FONDAMENTALI: ORA LEI SI TROVA QUI, LEGATA SUL MIO LETTO, PRONTA AD ACCOGLIERE IL MIO SEME.

E PRIMA DI PENETRARLA UN’ALTRA VOLTA, OSSERVO QUEI SUOI OCCHI: GLI ESSERI UMANI NON HANNO PAURA DELLA MORTE, E’ LA VITA CIO’ CHE LI TERRORIZZA PER DAVVERO.

Mike the Meme




983268_126757437528939_1407174317_n

 



Scrivi un commento