• Home »
  • Articoli »
  • Le cinque cose per cui gli articoli intitolati “Le cinque cose per cui” fanno cagare

Le cinque cose per cui gli articoli intitolati “Le cinque cose per cui” fanno cagare

Le cinque cose per cui gli articoli intitolati “Le cinque cose per cui” fanno cagare

A quanto pare non c’è rimedio: già, a questa piaga che intasa il web da un sacco di tempo, a questa moda del ca**o da parte di blogger, pubblicisti e webstar varie di scrivere articoli di merda a elenco sui loro siti per soddisfare la pigrizia del lettore medio, beh, a questo scempio a quanto pare non c’è alcun rimedio.

E’ così che mi vedo, ahimè, costretto a spiegare alcune delle motivazioni per cui questo tipo di articoli faccia letteralmente cagare, e del perché, tendenzialmente, bisognerebbe evitarli come la peste.
Per fare breccia nella mente dei lettori che sono soliti leggere questa tipologia di articoli ho deciso di adeguarmi e di utilizzare la medesima tecnica, ossia l’esposizione a elenco, sperando di essere ascoltato.

2Q

Beh, ecco quindi cinque delle motivazioni per cui gli articoli scritti in questo modo fanno pena:

1) Solitamente sono articoli dal contenuto più o meno inutile, articoli pieni di ovvietà in cui la gente tende a riconoscersi generando quel meccanismo che ti porta a condividere la notizia aggiungendo un commento del tipo “ihihihihih è veroooooo! Succede anche a meeeee Xd”.
Beh, sappiate che a chi scrive un articolo del genere in linea di massima non gliene frega nulla di voi, delle vostre abitudini o tendenze, semplicemente spera che il maggior numero di persone riscontrino nell’articolo delle mezze verità, lo condividano, facendo guadagnare al proprietario del sito più soldi possibile.

2) L’elenco scelto per descrivere il soggetto dell’articolo sarà sempre incompleto, la lista di cose inserite nella notizia sarà sempre arbitraria, ossia scelta dal blogger secondo le proprie esperienze. Ma, non dimentichiamolo, gli esseri umani sono esseri imperfetti e, solitamente, il loro bagaglio culturale non è mai completo al 100% ; di fatto, anche questo articolo sarà sicuramente incompleto, e la lista da me indicata è scelta in maniera totalmente arbitraria secondo il mio modo di pensare.
Purtroppo invece, questi articoli solitamente sono scritti in maniera molto categorica, quasi dogmatica, facendo passare per verità assoluta quanto di più relativo vi possa essere.

3) Com’è vero che possono esservi alcune cose in cui il lettore si riconosce, ve ne saranno sicuramente altre in cui il lettore non si riconosce, proprio perché appunto, essendo noi esseri umani, siamo tutti diversi l’uno dall’altro, e questa mania di etichettare e standardizzare ogni cosa ha veramente rotto i c*glioni. Cercate di essere voi stessi, le generalizzazioni possono essere divertenti e utili alle volte, ma è nostro dovere stare attenti a non essere trattati come cose senza personalità: se devo pensare all’essere umano nel futuro, mi viene in mente un esercito di manichini che camminano tutti nella stessa direzione sotto un cielo cupo e nuvoloso, e la cosa mi spaventa.

4) Sono articoli scritti appunto al solo scopo di accontentare quella massa di internauti pigri, correndo anche il rischio di impigrire quelli che prima non lo erano; di fatto, una volta inserito nel grande cosmo quale potrebbe essere quello di internet, l’utente, ritrovandosi fra la scelta di leggere un articolo inutile a elenco che non lo costringe a sprecare tempo e a sforzare un minimo i neuroni, e uno scritto con impegno e i cui contenuti sono sicuramente più importanti, sceglierà il primo, quello scritto in stile “lista della spesa”.

5) Mostrano solo un lato della medaglia circa la questione che si sta trattando, ossia, tendenzialmente, solo le cose positive o solo quelle negative, e trovo tutto ciò piuttosto sbagliato. Di fatto anche gli articoli a elenco possono avere degli aspetti positivi: per fare un esempio, il primo che mi viene in mente, è che ci può assolutamente stare che in un roster di articoli in un sito, fra una trentina di notizie scritte come si deve, ve ne sia una a elenco per regalare, di tanto in tanto, qualche risata facile ai lettori; sappi però, mio caro mio blogger da quattro soldi che, se tu hai un sito, e se il tuo sito è composto per il 50% da articoli del genere, beh, sii consapevole del fatto che il tuo sito è una vera m*rda e che tu sei una minaccia per la cultura contemporanea.

09big

Con questo cosa voglio dire? Che non pretendo che questi articoli vengano banditi dal web ma, semplicemente, se volete usarli, usateli con moderazione, perché il rischio di abbassare gli standard di ciò che tendenzialmente circola su internet è molto alto.
Vi sono poi siti che utilizzano questo tipo di articoli in modo comunque positivo, fornendo informazioni ad ogni modo interessanti, mentre altri che invece si abbandonano alle banalità più patetiche, limitandosi a fare una semplice lista, senza aggiungere nient’altro.
Forse noi che gestiamo grossi spazi nel web non ce ne rendiamo conto, ma abbiamo, in diversi casi, il potere di influenzare gli interessi, le abitudini e i gusti di chi ci segue, abbiamo una grossa responsabilità addosso e non dobbiamo in alcun modo trascurarla.

Mike the Meme



Scrivi un commento