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Tendenze social parte 1: sfornare figli handicappati e trasformarli in fenomeni da baraccone

Tendenze social parte 1: sfornare figli handicappati e trasformarli in fenomeni da baraccone

Da Sparta ad oggi sono cambiate un sacco di cose, devo ammettere che abbiamo fatto davvero passi da gigante!
Se una volta nell’antica città greca i bambini handicappati venivano lanciati giù dal monte Taigeto come narra la leggenda, adesso a quanto pare il nuovo fenomeno del momento è trasformare i propri pargoli deformi in fenomeni da baraccone del web.

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Niente male, il progresso, l’evoluzione della nostra specie stanno facendo il loro corso nel modo più idiota possibile, e quello che era stato descritto in “Freaks”, il bellissimo film del 1932 che narra le vicende di un circo le cui attrazioni sono dei veri e propri scherzi della natura, si sta avverando, anche se in chiave moderna.

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L’essere umano, e questo è abbastanza evidente, ha sviluppato una tendenza che lo porta ad essere attratto e incuriosito da tutto ciò che appare ai suoi occhi grottesco, anomalo, spaventoso, e sfruttare tutto ciò per avere visibilità è da parte dei genitori abbastanza riprovevole.

Premetto che io sono il primo a scherzare sulle disabilità, sugli handicap e su tutti questi problemi, penso sia giusto che il black humor si spinga anche fino a questo, proprio per non discriminare chi è afflitto da queste difficoltà.
La mia visione può sembrare paradossale, ma io credo che per sensibilizzare le persone circa queste tematiche bisogna abituarle a scherzaci su: se io scherzo su tutto, ma non scherzo sugli handicappati, è automatico che io consideri le persone diversamente abili come individui diversi da me, una categoria inferiore, e finché questo distacco fra persone, concedetemi il termine senza rompermi le palle, normali, e persone meno fortunate non verrà azzerato, il problema di integrazione rimarrà sempre lo stesso.

Proprio per questo una battuta di cattivo gusto su un bambino down non mi crea problemi, mentre una madre che ridicolizza il proprio figlio o lo usa come mezzo per raccattare soldi urta il mio sistema nervoso.

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Ma la domanda che mi sono posto in fin dei conti è questa: è così sbagliato sfruttare l’idiozia, il finto buonismo o il sadismo della gente per trasformare un bambino handicappato in una macchina raccatta soldi e recuperare fondi?
Se questi fondi vengono effettivamente investiti per far condurre al bambino in questione una vita normale o se il denaro verrà poi investito nella ricerca, ragionando in termini utilitaristici penso ci possa stare, anche se è veramente orrendo ridicolizzare un individuo a sua insaputa.

Siccome non ho voglia di fare polemica, di andare in fondo alla faccenda, poniamo il caso ipotetico che tutti i soldi raccolti dalla madre di Adalia Rose o dai genitori di Jaxon Buell saranno effettivamente investiti per scopi benefici.
Pensando ad un panorama del genere, non mi sento totalmente nelle condizioni di condannare queste famiglie per il loro atteggiamento: ciò che dovremmo veramente condannare è la società in cui viviamo, che ci costringe ad utilizzare degli espedienti così meschini per poter risolvere dei problemi che dovrebbero essere a carico dell’umanità intera, che in realtà se ne frega.

Il diritto ad una vita dignitosa dovrebbe appartenere ad ogni essere umano presente sulla faccia della Terra, sia esso bianco, nero, sano, handicappato, uomo, donna, gay, eccetera. Questo diritto però, é continuamente calpestato da interessi molto più grandi di noi, che nemmeno ci immaginiamo, e quindi alle volte ci tocca agire di conseguenza, azzerando la nostra umanità.

Vi lascio con un trailer in inglese di “Freaks” preso da youtube, se vi capita guardatelo, è un film a mio avviso strepitoso.

Mike the Meme



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