La parabola della puzza di merda

La parabola della puzza di merda

puzza

Non scorderò mai quando, anni e anni fa, andai all’esame di maturità di un mio amico.
Giunto nell’aula in cui si svolgeva il tutto iniziai a sentire una fortissima puzza di merda e così cominciai a guardarmi intorno: mi focalizzai sul professore nuovo di pacca, quello che ha appena superato l’esame di abilitazione, tutto secchione e sfigatissimo, e mi auto convinsi che quel tizio si fosse cagato addosso.

Rimasi con questa convenzione per tutto il tempo, durante tutto l’esame del mio amico osservavo quel povero tizio, immaginandomelo con un bel fagotto di merda dentro le mutande, e ridacchiando fra me e me.
L’esame del mio amico terminò, andò piuttosto bene, gli feci i complimenti, poi uscii dall’istituto diretto verso casa. Ricordo perfettamente, era una bellissima giornata di sole estiva, le foglie degli alberi nel viale appena fuori dalla scuola erano di un verde rigoglioso, il cielo era azzurro come gli occhi di quella bellissima ragazza che vorresti scoparti, tutto era perfetto.

Tutto, tranne quella puzza di merda che non se n’era affatto andata, e che continuava a tormentarmi.

Alzai la scarpa: avevo pestato una merda di cane.
In quel preciso istante mi resi conto che, nel 90% delle ipotesi, tutti i presenti avevano pensato che quello ad essersi cagato addosso fossi proprio io.

Morale della storia: prima di giudicare gli altri per il proprio aspetto magari buttatelo un occhio sotto la suola delle vostre scarpe, che molto probabilmente quelli che puzzano di merda siete proprio voi.



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