Dieci livelli di delirio

Dieci livelli di delirio

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Premessa

Quello che state per leggere rappresenta un esercizio di scrittura da me stesso creato il cui intento è quello di sbloccare e stimolare la fantasia. L’esercizio consiste nello scrivere tutto quello che passa per la testa dello scrittore senza che egli si fermi mai durante la stesura.
La difficoltà principale sta nel fatto che l’esercizio è diviso in dieci livelli, e lo scopo è quello di far sì che ogni livello sia più delirante di quello precedente.
L’esercizio non era nato per trasformarsi in un racconto, ma la mia mente ha voluto fare in modo che, nonostante gli enormi vaneggiamenti presenti all’interno di questo pezzo, si sia creato un minimo senso all’interno del nonsenso, potremmo definire tutto ciò con il nome di “nonsenso logico”.
Ci tengo a precisare che i primi nove livelli sono stati scritti tutti di fila e senza far prendere fiato al mio cervello; il decimo livello e la nota che trovate nel primo livello, invece, furono scritti il giorno successivo l’inizio dell’esperimento in quanto, arrivato al nono, non ero più nelle capacità mentali di proseguire con l’esperimento.
Invito chiunque ami scrivere a lasciarsi andare, a cercare di far andare mente e mani in sincronia, senza prendersi pause, senza riflettere: è importante a mio avviso, per chi ama scrivere, abbattere i muri e le barriere imposte dalla logica, non sempre essere logici e razionali è obbligatorio.

Buona lettura.

P.S. Invito caldamente a leggere la nota che troverete nel primo livello indicata con un asterisco a fine lettura di tutti i dieci livelli, penso sia molto importante ai fini della sua stessa comprensione.

 

LIVELLO DI DELIRIO NUMERO UNO

Un bambino con la testa mozzata corre in un prato di banane a forma di cazzo di negro impersonificando il figlio di Guglelmo Tell mentre il padre gli spara una freccia in testa cercando di colpire la mela ma colpendolo in fronte.

La cosa bella è che questo ragazzino non ha la testa, quindi il buon Guglielmo non colpisce né la mela né la fronte, la freccia finisce in un vuoto spazio-tempo che la conduce in un mondo parallelo in cui un altro Guglielmo Tell sta sparando una freccia in testa al figlio, che sta volta di teste ne ha tre, e per l’indecisione di quale testa scegliere il povero signor Tell cerca di suicidarsi, ma capirete anche voi che suicidarsi sparandosi una freccia con l’arco* è un’impresa piuttosto ardua, così cerca di suicidarsi per la delusione di non essere riuscito a suicidarsi, ma capirete che suicidarsi sparandosi una freccia con l’arco è un’impresa piuttosto ardua, entrando in un infinito circolo vizioso in cui cerca di suicidarsi senza riuscirci perché non è riuscito a suicidarsi senza riuscirci.

Interessante non è vero?

LIVELLO DI DELIRIO NUMERO DUE

Un bambino con le mani mozzate cerca di farsi una sega in un prato popolato da bambine ritardate e deformi ma non avendo le mani si vede costretto a segarsi usando i monconi che delimitano la fine del braccio, e generando una visione piuttosto grottesca.
Mentre il bambino è intento a segarsi con i monconi viene notato da Lars von Trier che si trovava nel prato abitato da bambine ritardate e deformi in quanto stava cercando personaggi raccapriccianti da scritturare nel suo nuovo film intitolato “Freaks – Over the Horizon of the Unreal”, una ripresa del film uscito negli anni trenta, in cui un gruppo di personaggi deformi fanno parte di una grottesca compagnia teatrale, guardatevelo, ve lo consiglio.

A questo punto Lars resta estasiato dalla figura di questo bambino, gli fa un contratto e diventa famosissimo, verrà chiamato per fare un sacco di film, uno dei quali sarà un porno, girato insieme al marito di Lorena Bobbit e Trucebaldazzi.

LIVELLO DI DELIRIO NUMERO TRE

Un bambino, anzi no, basta bambini porcoddio, facciamo così: un bambino obeso corre (corre per modo di dire, i ciccioni non corrono, porca madonna) per un cazzo di prato bla bla bla, ma poi arriva il cacciatore assunto dalla strega di Biancaneve che confondendolo con un facocero gli spara e lo ammazza.
Da quel giorno il cacciatore di Biancaneve è ricercato dalla polizia interfiabale per l’omicidio di questo povero bambino che non è manco riuscito ad arrivare al livello quattro di delirio.
Ora il cacciatore è latitante, è scappato insieme a Biancaneve infilandosi dentro una macchina del tempo costruita da Leonardo da Vinci ritrovandosi in quella puntata di Futurama in cui Bender va in tournée con Beck ma essendo che il cacciatore di Biancaneve si accorge di odiare le canzoni di Beck con tutto se stesso con un colpo da vero cecchino lo fredda e ora è ricercato nel terzo millennio e sta cercando una macchina del tempo per scappare nuovamente per poi finire nell’era giurassica ed essere spappolato dalle terribili mascelle di un tirannosauro.

LIVELLO DI DELIRIO NUMERO QUATTRO

In un mondo parallelo c’è un tale Guglielmo Tell che cerca di uccidersi per l’indecisione di non sapere a quale delle tre teste del figlio lanciare la freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia finché il cacciatore della storia di Biancaneve che dopo essere stato cagato dal tirannosauro è stato teletrasportato sotto forma di vapore gastrointestinale di dinosauro in questo piano parallelo spara al Signor Tell che lo stava mandando in trip cercando di uccidersi per l’indecisione di non sapere a quale delle tre teste del figlio lanciare la freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia ponendo fine a questa tortura di dover cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia.

 

LIVELLO DI DELIRIO NUMERO CINQUE PERIODICO

In un cazzo di prato di merda in cui un bambino obeso cercava di correre senza riuscirci che poi viene ucciso dal cacciatore di Biancaneve che lo scambia per un facocero il fantasma di Guglielmo Tell che anche da morto cerca di uccidersi per l’indecisione di non sapere a quale delle tre teste del figlio lanciare la freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riuscito a suicidarsi con arco e freccia generando un doppio paradosso in quanto oltre a cercare di uccidersi per due motivazioni, ossia per l’indecisione di dover scegliere a quale delle tre teste lanciare la freccia e per la delusione di non essere riuscito ad uccidersi con arco e freccia in quanto cercare di auto lanciarsi una freccia con un arco è un’ardua impresa, bisogna aggiungere che essendo lui già morto, era impossibile per lui morire nuovamente, quindi alla fine cerca di suicidarsi per tre motivazioni: la prima è quella dovuta al fatto che era indeciso a quale delle tre teste del figlio (avuto da una donna originaria di Cernobyl) lanciare la freccia, la seconda era dovuta al fatto che era deluso poiché non era riuscito a suicidarsi usando arco e freccia, e la terza era che essendo lui già morto per colpa del cacciatore di Biancaneve dal grilletto facile era per lui impossibile uccidersi, in quanto i fantasmi non possono morire di nuovo, generando un uragano iperparadossale e infinito in cui lui cerca di uccidersi per l’indecisione di non sapere a quale delle tre teste lanciare la freccia senza riuscirci per poi cercare di uccidersi per non essere riuscito ad uccidersi in quanto uccidersi da soli usando arco e freccia è impossibile e oltre ciò nessun esterno può ucciderlo da fuori in quanto lui è già stato ucciso generando un vortice infinito che può essere paragonato al numero periodico che salta fuori nelle divisioni matematiche in cui lui cerca di uccidersi perché non sapeva a quale delle tre teste lanciare la freccia per poi uccidersi per non essere riuscito ad uccidersi con arco e freccia generando una situazione in cui nessuno poteva porre fine alla sua sofferenza generata dal fatto che cercava di uccidersi con arco e freccia senza riuscirci e senza che nessuno riuscisse ad ucciderlo in quanto lui era già morto e i fantasmi non possono essere uccisi.

LIVELLO DI DELIRIO NUMERO SEI

Giunti a questo punto, per interrompere il paradosso generatosi a causa di Guglielmo Tell che cerca di uccidersi bla bla bla, non ho voglia di riscrivere la pappardella di prima, dovrebbe intervenire un Deus Ex Machina, tipo dio, per interrompere questo circolo vizioso, anche perché il non terminare di questa incredibile giravolta metterebbe a repentaglio l’esistenza stessa di Dio in quanto la sua onnipotenza verrebbe in questo modo messa in discussione.

Il problema principale è che Dio non esiste, fortuna che arriva Nelson dei Simpson che facendo uno sgambetto al fantasma di Guglielmo Tell che cerca di uccidersi per tutte le motivazioni elencate nei precedenti livelli di delirio e che non ho alcuna voglia di riesporre lo fa cadere ovviamente esternando il classico “HAAA-HAAA” tipico di Nelson liberando il povero spettro di Guglielmo Tell che cercherà per l’eternità i vapori gastrointestinali\cacciatore di Biancaneve dal grilletto facile senza riuscirci cercando nuovamente di suicidarsi per non essere riuscito a trovare il cacciatore di Biancaneve e vendicare se stesso ma, prima di ritentare di usare arco e freccia, si fa più furbo e contatta Igor degli Acchiappafantasmi che gli regala per pietà uno di quei macchinari che usano per catturare gli ectoplasmi di cui ignoro il nome ritrovandosi in un mondo pieno di spettri mostruosi che, come si vede nei film americani, cercano di incularlo a secco.

Fortuna, che essendo un fantasma, ha un buco di culo etereo e non prova alcun tipo di male, anzi, scopre che prenderlo nel culo gli piace un sacco, e diventa dichiaratamente uno spettro omosessuale riuscendo finalmente a dare un senso alla sua inutile esistenza.

LIVELLO DI DELIRIO NUMERO SETTE

A questo punto Nelson Muntz avendo interrotto l’infinito paradosso del Guglielmo Tell che non riusciva a suicidarsi per il fatto che bla bla, viene incornato da tutte le genti di questo racconto l’unico e vero Dio, rendendo questo delirio superiore ai sei precedenti in quanto un Nelson-Dio non ha veramente alcun minimo di senso, e permettendomi di non aggiungere altro.

LIVELLO DI DELIRIO NUMERO OTTO

Voi vi starete chiedendo: “Ok, ma che cazzo c’entrava Lars Von Trier citato nel livello numero due?” Ehehehehehehehe, davvero mi pensavate così ingenuo da inserire un personaggio inutile a tutta la storia che compare a caso e resta lì? Beh, in effetti avrei potuto farlo, e questa era l’intenzione, ma siccome arrivato al numero otto sto leggermente terminando le idee e la voglia di scrivere questo infinito delirio (e vi assicuro che se mi vedeste da fuori vedreste un ragazzo autistico che come un handicappato digita tasti senza sosta su una tastiera mezza rotta risultando davvero mezzo mongoloide), mi è venuto in mente di riprendere un personaggio che avevo inserito al livello due senza motivo, quando ancora non immaginavo dove sarei andato a parare, cioè, tuttora non lo so, però sono già al livello otto, quindi fra un po’ questo supplizio che mi sono auto-imposto, ossia quello di scrivere questi dieci livelli di delirio finirà.

Dunque, essendo Nelson il nuovo dio di questo mondo senza nome, ed essendo lui un personaggio molto sadico (nonostante in una puntata si innamora di Lisa dimostrando di avere anche lui un cuore), il nuovo film di Lars Von Trier gli piace un sacco, e lo finanzia per creare tutta una serie di film malati con cui dilettarsi quando si stufa di violentare Lisa giorno e notte e fustigandola brutalmente e torturandola.

Ora voi mi direte, ok, questo livello di delirio è decisamente inferiore ai livelli precedenti: e invece vi sbagliate.
Ad un certo punto Nelson obbliga Lars Von Trier a girare un porno in cui Lisa Simpson deve avere rapporti sessuali con il bambino mutilato senza mani, questo bambino sfrutterà il potere di non avere le mani per fistare la povera Lisa che verrà torturata per il resto della sua esistenza.

LIVELLO DI DELIRIO NUMERO NOVE

E’ chiaro che l’unico che ci ha guadagnato da tutta questa faccenda è il fantasma di Guglielmo Tell che ha scoperto di essere felicemente gay, e anche il vapore gastrointestinale\cacciatore di Biancaneve che alla fine, nel suo status di scorreggia giurassica non può essere importunato da nessuno.

Essendo che lui, il cacciatore di Biancaneve, era un grande fan dei Simpson e adorava la piccola Lisa, una volta vista la pellicola snuff porn in cui Lisa viene fistata a sangue dal bambino con le mani mozzate s’incazza a bestia e intasa di puzza la cameretta di Nelson che, stremato, libera la poveretta.
A questo punto la piccola Lisa, per sdebitarsi, decide di darla al cacciatore\scoreggia giurassica facendosi penetrare dai vapori di quest’ultimo.
I due avranno un figlio: un peto giallo coi capelli a punta che va in giro per piani paralleli a sparare ai vari Guglielmo Tell che che cercano di uccidersi per l’indecisione di non sapere a quale delle tre teste del figlio lanciare la freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riusciti a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riusciti a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riusciti a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riusciti a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riusciti a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riusciti a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riusciti a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riusciti a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riusciti a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riusciti a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riusciti a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riusciti a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riusciti a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riusciti a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riusciti a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riusciti a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riusciti a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riusciti a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riusciti a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riusciti a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riusciti a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riusciti a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riusciti a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riusciti a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riusciti a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riusciti a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riusciti a suicidarsi con arco e freccia per poi cercare di suicidarsi per non essere riusciti a suicidarsi con arco e freccia………………………

LIVELLO DI DELIRIO NUMERO DIECI

Lo so, lo so cosa starete pensando: “questo è pazzo”, ma io non penso di essere pazzo.

“Io non sono pazzo”, disse il pazzo, alla fine i pazzi non pensano di essere pazzi, e ogni volta che io asserisco di non essere pazzo, ho buone probabilità di essere pazzo.

Questa cosa mi manda in trip, mi fa impazzire più di quanto già io forse non sia, se ci penso mi sembra di stare dentro un labirinto in stile pacman, con il fantasma gay di Guglielmo Tell che m’insegue per incularmi, e non ci sono neppure gli acchiappafantasmi ad accorrere in mio aiuto.

Viviamo in un continuo paradosso, se ci fate caso, come potrebbe essere paradossale il fatto che il livello dieci di delirio sia meno delirante del livello uno, ma così non sarà, già la riflessione fatta sopra le batte tutte, almeno, a me manda totalmente in crisi: io non mi sento pazzo, ma proprio perché non mi sento pazzo molto probabilmente sono pazzo, alla fine i pazzi non si rendono conto di essere pazzi, è una cosa senza senso, il paradosso più assurdo, quasi più assurdo del paradosso di Guglielmo Tell che si uccide per il fatto di essere divorato vivo dall’indecisione in quanto non sa a quale delle tre teste del figlio avuto da una donna proveniente da Cernobyl colpire, ma fallendo nell’intento di uccidersi in quanto auto lanciarsi una freccia con l’arco in testa è una mission impossibile, per poi cercare nuovamente di suicidarsi per colpa della delusione di non essere riuscito a suicidarsi in quanto auto lanciarsi una freccia con l’arco in testa è una mission impossible, e ancora più paradossale di un Guglielmo Tell fantasma ucciso dal peto gastrointestinale del tirannosauro\cacciatore di Biancaneve che cerca di suicidarsi senza riuscire a suicidarsi non solo per il fatto che auto lanciarsi una freccia con l’arco in testa è una mission impossibile ma anche perché essendo un fantasma ed essendo già morto non può morire una seconda volta generando un vuoto spazio-tempo di iper-paradossi che lo riportano in quel mondo parallelo nel momento esatto in cui egli stesso, ossia Guglielmo Tell sta per scegliere a quale delle tre teste del figlio puntare e a causa dell’indecisione del non riuscire a decidere a quale delle tre teste mirare decide di uccidersi per poi non riuscirci in quanto auto lanciarsi una freccia in testa è una mission impossible tipo quella canzone dei Limp Bizkit e quindi a sua volta decide nuovamente di uccidersi a causa della delusione generata dal fatto che non è riuscito ad uccidersi in quanto auto lanciarsi una freccia in testa è una mission impossible come quella canzone dei Limp Bizkit generando un vuoto-spazio tempo dentro un vuoto spazio tempo creando così un paradosso dentro il paradosso che a sua volta si trova all’interno di un paradosso.
Ma il paradosso generato qui sopra resta comunque più paradossale di tutti questi paradossi inscatolati l’uno dentro l’altro?
Io non sono pazzo, eppure i pazzi affermano spesso di non essere pazzi, forse sono pazzo proprio perché penso di non essere pazzo.

Rimarrò per sempre nel dubbio.

*NOTA DA LEGGERE A FINE LETTURA

Una delle critiche apportatami a questo testo è il fatto che Guglielmo Tell avesse una balestra e non un arco.

Ora, a parte il fatto che per una storia del genere che il Signor Tell abbia un arco piuttosto che una balestra è direi una cosa del tutto ininfluente in quanto è una storia senza senso e scritta totalmente a cazzo e quindi invece che un arco o una balestra avrebbe potuto avere anche un M16 oppure che so io, un’arma inesistente che avrei dovuto inventare per l’occasione chiamata tipo “dematerializzatore fotonico sparticellule astromolecolare” che spara frecce invisibili fatte di sborra di alieno, capirete bene che fare un’affermazione di questo tipo in un racconto del genere è una cosa piuttosto rischiosa in quanto si potrebbe creare un ennesimo paradosso dentro il paradosso dentro il paradosso dentro il paradosso in quanto Guglielmo Tell, andando in crisi per essersi accorto di non avere la sua amata balestra portafortuna ma un’altra arma del cazzo che molto probabilmente non sa nemmeno come usare, potrebbe cercare di ammazzarsi non solo per il fatto che è divorato vivo dall’indecisione di quale delle tre teste del figlio sparare, ma capirete anche voi che cercare di uccidersi con arco e freccia è un’impresa piuttosto ardua, e quindi, oltre al fatto di volersi uccidere a causa dell’indecisione di quale delle tre teste del figlio sparare, decide di uccidersi in quanto rimasto deluso dal fallimento del suo tentato suicidio e, oltre ciò, in quanto deluso dal fatto che sta usando un’arma che non è la sua arma preferita o, ancora peggio, potrebbe crearsi un iper paradosso in cui tutta la storia, avendo un errore già alla partenza, potrebbe venire risucchiata in un immenso buco nero delirante che potrebbe trascinarci in un mondo del tutto nuovo costringendomi a scrivere una nuova storia da zero.

E voi, sareste contenti di leggere i “Cento livelli di delirio”?

Io ne dubito fortemente, cani.



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