Una stupida, stupidissima teoria sui sentimenti

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“Una stupida, stupidissima teoria sui sentimenti”

Cos’è la felicità? Me lo chiedo ogni fottuto giorno.
Ogni mattino, appena sveglio, mi pongo questa criptica domanda, ci rimugino per tutta la giornata e poi, verso sera, cerco di darmi una risposta.
Eppure, il giorno dopo, la stessa medesima domanda fa capolino nella mia mente, e quando fra le nubi si fa largo il crepuscolo, mi do nuovamente una risposta, che quasi sempre cambia, a seconda dei periodi.

La realtà dei fatti è che non ho la minima idea di che cosa sia la felicità, credo di averla provata un paio di volte nella mia vita, è una sensazione indescrivibile, di cui ormai mi è rimasto solo un arido retrogusto laggiù, in fondo al palato.

La felicità è decisamente collegata ai sentimenti, e se sei privo di sentimenti, non puoi provare la felicità, anche se, illusoriamente, anche in un periodo di sterilità sentimentale, ci pare di poter essere felici, relegando tale stato emotivo a situazioni probabilmente futili.

L’estetica sessuale, quella in cui mi sono abbandonato nell’ultimo anno, ha rappresentato in tutti questi mesi l’unica situazione in grado di farmi raggiungere, forse in apparenza, una parvenza di felicità.

Eppure è sempre qualcosa di illusorio, di parziale, di incompleto.
Cos’è la felicità? Bramare una bella donna, per poi possederla per qualche ora, questa è stata la risposta che mi sono dato molto spesso, giunto alla fine della mia giornata.
Cos’è la felicità? Stasera mi trovo in quella situazione in cui, amaramente o dolcemente, proprio non sono in grado di trovare una risposta.

In tutti questi anni ho sempre provato ad analizzare nel minimo dettaglio tutto ciò che riguarda la mia sfera emotiva, ho sempre cercato una spiegazione alla mia costante volubilità interiore, a quell’alternante vortice di amore e odio che provo nei confronti del mondo, a quel desiderio di divorare tutto e rivomitare tutto, per poi rimanere nuovamente solo. Molto spesso amo la solitudine, molto spesso odio la solitudine.

Certe volte vorrei avere una persona al mio fianco, per un paio d’ore, giusto il tempo di abusare selvaggiamente del suo corpo, per poi non volerne più sapere per il resto della vita.
Certe altre vorrei avere una persona al mio fianco, per il resto della mia esistenza, rinunciando all’esplorazione di tutto ciò che di altro carnalmente mi circonda.

Da cosa è dovuto quest’alternarsi di desideri contrastanti, che mi tormentano da un’eternità?

Dopo anni di auto-analisi, sono giunto a elaborare una teoria, una stupida, stupidissima teoria sui sentimenti. Giusta o sbagliata che sia, riesce a spiegare molto bene il mio modo di essere, quindi mi accontento di prenderla per quello che è, ossia per una stupida supposizione costruita su basi meramente abduttive.

In fin dei conti credo di possedere nel mio animo delle sfere di energia, sfere di energia sentimentale, energia che si consuma se diretta alla persona sbagliata.
Le sfere di energia sentimentale hanno bisogno di uno scambio: quando due persone s’incontrano, se sono disposte a scaricare la propria energia sentimentale l’uno nell’altra, riescono ad auto alimentarsi. E’ così che per me funziona quella situazione, forse reale, forse illusoria, che gli esseri umani chiamano amore.

Ma quando questa energia non è corrisposta, tutte le forze che consumi si sprecano nell’aria, e tu rimani scarico, e arido.
Quando si è molto giovani, quando si vive nel pieno dell’adolescenza, o quando non si ha ancora avuto la possibilità di spendere queste energie sentimentali, le nostre sfere impiegano molto poco tempo per rigenerarsi, e dopo un fallimento si è pronti quasi subito ad investire nuovamente le energie, verso qualcun altro.

Ma più passa il tempo, più energia hai riversato nel corso degli anni, e più le tue sfere di energia hanno bisogno di un lasso di tempo maggiore per rinvigorire, ogni volta che si scaricano richiederanno il doppio degli sforzi per rigenerarsi, fino a quando non si arriva quasi a un punto di non ritorno, in cui le nostre batterie non sono più in grado di funzionare.

Questo, per quanto riguarda la mia persona, è stato un lungo periodo di apatia, il più lungo di tutti, durato circa un anno, un momento della mia vita in cui non ho provato nulla, se non forse per qualche breve istante.

Sento che le mie sfere di energia stanno accumulando nuovamente la loro carica, le mie batterie non sono ancora giunte al punto di essere inutilizzabili, non sono ancora diventato definitivamente, ed emotivamente, sterile.

Ignoro quante possibilità ancora abbiano le mie sfere di energia sentimentale per continuare a funzionare, in fin dei conti ho vissuto solo un terzo di quello che tendenzialmente è il cammino di un individuo fra le lande di questo strano mondo.
Ho fatto molte esperienze, questo è certo, e tutte queste esperienze mi hanno portato ad elaborare questi miseri pensieri.

E quindi ecco, in definitiva la mia stupida, stupidissima teoria sui sentimenti.



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