Il servizio del Messaggero sulla manifestazione di ieri è una porcata e voi che lo condividete siete un ammasso di coglioni

 

Ieri come immagino saprete si è svolta una manifestazione globale in favore dell'ambiente, contro i cambiamenti climatici, e per chiedere ai potenti di fare qualcosa per invertire la rotta, per evitare la catastrofe imminente, probabilmente una delle manifestazioni di massa più partecipate degli ultimi decenni.
Onestamente non vi so dire se dopo questa manifestazione cambierà qualcosa, o se quelli che sono andati a manifestare poi realmente fanno del loro meglio per non inquinare, ma non è questo il punto della questione. Manifestare in modo civile è diritto di ogni cittadino, soprattutto se il tema è di spessore. Eppure da ieri ho notato sulla rete un atteggiamento da parte di diversi soggetti volto a sminuire e a denigrare la manifestazione,  cosa che mi ha fatto veramente bestemmiare. Finché è una pagina di meme stupidi a trattare il tema con leggerezza posso capirlo, ma quando sono i giornali a farlo beh, trovo la cosa veramente inaccettabile.

Ieri ho visto uno stupidissimo servizio del Messaggero che mi ha fatto salire l'anticristo: in poche parole c'era l'inviata che faceva domande random agli studenti ad esempio chiedendo se sapessero che cosa fosse il buco dell'ozono, e questi non sapevano rispondere, un video costruito ad hoc per sminuire un movimento intero. Il servizio è fazioso per alcune semplici questioni:

  1. Scegliere all'interno di un insieme alcuni singoli elementi e sfruttarli come prove a sostegno della propria tesi omettendo tutto il resto è una fallacia logica, si chiama cherry picking, ed ogni ragionamento supportato da questa fallacia logica non può essere considerato valido. Non sappiamo quante persone siano state intervistate realmente e quante abbiano risposto in modo corretto, in quanto le risposte corrette sono state omesse dal servizio. Nè tanto meno è sufficiente intervistare una manciata di studenti presi a caso all'interno di un gruppo composto da migliaia di persone per farsi un'idea concreta di tutta la questione.
  2. E' obbrobrioso, se si vuole fare informazione, dare un quadro parziale in cui si mostra solo ciò che si vuole per lanciare il messaggio che si preferisce (in questo caso che gli studenti che sono andati a manifestare sono dei coglioni, omettendo tutti gli studenti che hanno dato risposte sensate).
  3. Una persona che partecipa a una manifestazione in favore dell'ambiente non è tenuta a sapere con estrema precisione cosa sia il buco dell'ozono, perché si può tranquillamente percepire che esso sia dannoso pur senza conoscerne la sua reale definizione.

Se allo stato attuale delle cose qualcuno mi chiedesse che cosa sia il buco dell'ozono credo mi troverei in difficoltà, o comunque darei una risposta parziale e probabilmente commettendo diversi errori. Eppure ricordo benissimo quando andai in Australia nel 2014, punto esatto del globo nei cui cieli si trova il buco dell'ozono. Ricordo le continue pubblicità progresso che passavano in radio, che incentivavano i cittadini a proteggersi con creme apposite, ricordo il me coglione che è andato al mare sulle spiagge di Bondi Beach nei pressi di Sydney senza mettersi la crema: dopo un'ora mi ero completamente ustionato, assumendo il colore di un'emorroide gigantesca (allego foto per smorzare gli animi):

Un servizio del genere me lo aspetto da uno youtuber, e non certo da una testata giornalistica.
Un giornale serio, se proprio sentisse l'esigenza di fornire dei dati sul livello di conoscenza dei partecipanti ad una manifestazione in favore dell'ambiente, agirebbe in questo modo:

  1. Contatterebbe una società di statistica, la quale si occuperebbe di utilizzare un metodo scientifico per rilevare dati, e non una giornalista cazzona che va in giro col microfono in mano cercando lo studente che sembra il più fatto possibile con la speranza che spari qualche cazzata;
  2. Elaborerebbe tali dati fornendo un prospetto il più possibile oggettivo su quante persone hanno dato risposte sensate e quante no;
  3. Una volta scritto un articolo fornendo questi dati, il giornalista non dovrebbe andare oltre o, al massimo, cedere la parola ad un esperto, come per esempio un filosofo, un pedagogo, una persona che da anni fa prevenzione su tematiche come l'inquinamento,  per cercare di capire come fare per far sì che le persone siano più preparate su questi temi.

Costruire un servizio fazioso al fine di prendere per il culo i manifestanti non solo è intellettualmente inaccettabile, ma anche pericoloso a livello comunicativo, perché si spinge le persone a considerare chi va a manifestare un emerito coglione (quando in realtà sta semplicemente attuando un suo sacrosanto diritto) e a sottovalutare la tematica per cui è stata svolta la manifestazione.

Altra cosa che mi ha fatto veramente ridere sono tutte quelle persone che hanno condiviso il servizio sentendosi superiori. Sono più che convinto che se intervistassero la maggior parte di queste persone su qualsiasi tipo di tema direbbero un sacco di cazzate. E sapete perché? Perché siamo esseri umani e non macchine, e il ventaglio di cose da sapere è infinito, mentre la nostra mente è limitata.

Pensateci due volte prima di condividere spazzatura di questo tipo, meritereste che un camionista incazzato vi depositasse decine di quintali di merda sul tappetino di casa per poi prendervi a schiaffi.

Mike Lorefice

 

 



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