Prevenire è meglio che proibire: diciamo sì alla legalizzazione

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Il proibizionismo ha fallito in tutto: il fatto che nel 2015 capiti ancora che un ragazzino di sedici anni possa morire per per colpa di una droga, che non ha nulla a che vedere con la cannabis, ne è la pura testimonianza.

Voi mi direte, droghe leggere e droghe pesanti, sintetiche, o come volete chiamarle, sono due cose diverse, ed è sbagliato metterle sullo stesso piano, ma è proprio questo che i nostri amati politicanti, promotori del proibizionismo, hanno fatto in tutto questo tempo: paragonare una droga come può essere l’ecstasy alla cannabis, cosa totalmente sbagliata.

La mia teoria in materia è semplicemente una: il proibizionismo ha generato un movimento opposto, e ugualmente sbagliato, che chiameremo “anti-proibizionismo deficiente”, il quale considera solo gli aspetti positivi e terapeutici della marijuana e che, per esteso, minimizza i danni causati da tutte le droghe, e non solo della cannabis.

La cosa è altamente riscontrabile, basta parlare con la gente, con i giovani, per imbattersi in una totale ignoranza riguardo all’argomento, o in quella tendenza a giustificare le nostre cattive abitudini, mettendo in moto quello stesso meccanismo utilizzato dai fumatori quando gli si fa notare che fumare è dannoso per la salute.
Per non parlare di quelli che affermano che la cannabis non faccia male in nessun caso, e che anzi faccia solamente bene: di questi individui ce ne sono tanti, ve lo garantisco, ho potuto riscontrarlo con mano l’anno scorso, quando la pagina troll “No alla mariuana“, gestita da me e dal mio amico Samu, ha generato il panico nel web italiano.

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Purtroppo l’Italia è un paese altamente arretrato in fatto di prevenzione: in tutti i settori in cui i giovani, e per giovani intendo anche i futuri giovani, ossia i bambini, dovrebbero essere educati o consigliati, non si dice nulla, non s’insegna nulla, si tende semplicemente a dire “questo è sbagliato, non farlo”, “Dottore Tizio ha detto che fare questo fa male, non fatelo”, e non vi è nulla di più dannoso a livello pedagogico di un approccio di questo tipo.

Una società che tende a risolvere i problemi con la proibizione, invece di far sì che siano gli individui stessi che ne fanno parte a comportarsi nella maniera migliore di loro spontanea volontà, è una società fallimentare.
Io questo sostengo: che l’Italia sia la sovrastruttura le cui fondamenta sono il fallimento sociale più orrendo e malsano, dovuto a una politica gestita da un ammasso di imbecilli che non meritano nemmeno di stare al mondo, figuriamoci in Parlamento.

Dopo questa lunga premessa, ad ogni modo, vorrei esporvi tutte quelle motivazioni che, da non consumatore abituale di cannabis, mi fanno comunque propendere per la legalizzazione.

1) A livello etico-filosofico, ritengo sbagliato, da parte di uno Stato invasivo, impedire a me, essere umano adulto e in pieno possesso delle mie capacità cognitive, di fare quello che io preferisco del mio corpo: se io voglio farmi del male, drogarmi, alcolizzarmi, uccidermi, fino a quando il mio modo di agire non danneggia chi mi sta intorno, sono solo fatti miei.
Per questo sono totalmente favorevole alle politiche repressive verso chi guida in stato di ebrezza o sotto effetto di stupefacenti, ma sono totalmente contrario al divieto dell’uso di droghe o, per esempio, uscendo un attimo dal discorso “droga”, sono totalmente favorevole all’eutanasia.
Che poi l’uso di droghe pesanti possa trasformare l’essere umano in un pericolo pubblico sono totalmente d’accordo, cosa che, in linea di massima, non accade con chi fuma marijuana, ed è per questo che, comunque, sono molto meno propenso alla legalizzazione delle droghe pesanti, proprio perché trasformano l’individuo che ne fa uso in un pericolo per chi gli sta intorno.

2) Come già spiegato in precedenza, il proibizionismo è un sistema fallimentare per la risoluzione dei problemi.

3) E’ vero, tutte le droghe fanno male, anche la cannabis se usata in quantità eccessiva e in modo scorretto; ma tutte le cose, se usate in maniera eccessiva fanno male: per dire, anche bere acqua può uccidere, basta berne otto litri.
Io ritengo che la legalizzazione, unita a dei corsi di educazione al consumo, sarebbero la strada migliore per arginare il problema, e per far sì che i giovani si droghino, ma con cognizione di causa: tanto è inutile che giriamo intorno alla questione, la maggior parte dei giovani si fa le canne, da svariati anni è così e continuerà ad esserlo, e visto che proibire il consumo non ha arginato il fenomeno (i dati del consumo di marijuana sono in aumento), tanto vale comunque spiegare ai giovani come fumare, in quali condizioni psicofisiche, in quali quantità.

Io non sono un medico, un dottore, un esperto in materia, e non sta a me parlarne in termini tecnici, posso solo dire che di gente col cervello permanentemente appannato a causa di un cattivo consumo di marijuana ne conosco tanta, troppa, e posso dirvi anche che, per esperienza personale, dovuta a quelle pochissime volte in cui anche io mi sono fumato una canna, se si fuma nelle condizioni sbagliate, e senza cognizione di causa, vi è comunque il rischio di passarsi dei pessimi momenti.
Detto questo, posso anche sostenere che l’essermi fumato quattro o cinque canne nella mia vita, non mi pare abbia arrecato danni alla mia persona, mi reputo un individuo normale la cui vita non è cambiata in alcun modo, altrimenti non penso sarei in grado di scrivere questo articolo.

4) In un momento di crisi, i soldi che entrerebbero nelle casse dello stato grazie alla legalizzazione potrebbero essere utili per il Paese; forse potrà apparire sbagliato da un punto di vista etico-politico creare introiti tramite un’azione scorretta come potrebbe essere lo spaccio di droga ma, se andassimo ad esaminare tutte le cose sbagliate che sono presenti nel nostro sistema, faremmo prima a vivere nell’anarchia più totale.
Come la società ha deciso di non reprimere il consumo di alcol, la vendita delle sigarette, l’imposizione massiccia di catene di Fast Food che vendono cibo di pessima qualità e altamente dannoso per la salute, molto più dannoso rispetto ad un corrispettivo uso di cannabis (mettiamo a confronto il consumo di un panino del Mc Donald’s contro il fumarsi uno spinello, voglio vedere cosa fra i due è più dannoso per la salute), adesso è giunto il momento di legalizzare anche il consumo di marijuana.

5) Molto spesso non è la droga in sé che causa i danni maggiori, ma lo schifo con cui viene tagliata o che viene messo dentro di essa da chi ne gestisce il traffico per risparmiare nei costi di produzione e trarne un profitto maggiore. Se lo Stato creasse un traffico legalizzato e controllato in modo tale da contrastare quello mafioso, si potrebbe dare una scelta al consumatore: comprare la cannabis nei centri specializzati che offrono roba pura e di qualità a un prezzo probabilmente più alto, o comprare la mer*da dallo spaccino sotto casa a basso prezzo. Purtroppo dubito, come in molti suppongono, che la legalizzazione possa veramente togliere il mercato della droga alla mafia, ma almeno arginarne gli effetti.
L’unica cosa che mi lascia titubante in questo discorso è che, molto spesso, è lo Stato stesso ad essere mafioso, molti dei nostri politici sono i primi ad essere indagati per mafia, ad avere stretti rapporti con essa, e il rischio che il traffico di droga gestito dallo Stato si mischi a quello gestito dalla mafia, generando lo schifo più totale, è molto alto.
La mia paura fondamentale è questa, e sta solo ai nostri politici guardarsi allo specchio ogni mattina, e farsi un bell’esame di coscienza.

In conclusione vorrei dire una semplice cosa: legalizzare la marijuana, a mio avviso, ormai, è cosa buona e giusta, per tutte le motivazioni sopra scritte, ma per farlo, bisogna essere molto cauti e attenti.
Purtroppo viviamo in uno Stato in cui tutte le cose vengono fatte in maniera totalmente randomica e, molto spesso, azioni positive da parte della politica possono avere effetti devastanti, e peggiorare la situazione.
Con questo voglio dire semplicemente che, purtroppo, non sono un veggente, e non posso dirvi se la legalizzazione arginerà o meno il consumo di droghe, sia leggere che non; di sicuro il proibizionismo è una strada sbagliata, che ha fallito, e quindi tentare nuove strade è un obbligo politico.
C’è molto da lavorare sulla prevenzione e l’educazione, questo è certo, e non si può pretendere di legalizzare la droga senza sviluppare il punto di vista pedagogico di tutta la questione.

Chissà che, magari, un bel giorno, noi esseri umani impareremo a goderci la vita senza aver bisogno di sballarci.
Una cosa è certa: quel giorno è molto, molto lontano, perché fondamentalmente, per una buona fetta della popolazione, la vita fa sempre più schifo.

Mike the Meme



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