Il mio istinto in fin dei conti non sbaglia mai

15 Settembre 2018.
Ore 23:00 circa.

Simona voleva fumare, voleva un po' d'erba a tutti i costi e mi chiese se potevo procurargliela.
Io, che dopo quella brasca fumata in Sardegna nel 2013 che mi aveva lasciato in botta per tre giorni avevo smesso di drogarmi, non ero molto pratico.
Iniziai a chiedere ad alcuni amici, fino a quando non trovai uno di loro che riuscì a farmene avere qualche grammo: era un erbone dall'odore fortissimo, talmente potente che fuoriusciva dalla bustina di plastica impestando ogni cazzo di cosa.

Giunto a casa con l'erba, la nascosi dentro il salvadanaio a forma di Gesù Compagnone in camera mia, con la speranza che ne trattenesse l'odore, e a quanto pare funzionò.
Dopo un paio di giorni io e Simona partimmo per Finale Ligure, era venuta a trovarmi dieci giorni per le vacanze e decisi di farle girare un poco la Liguria.

Misi l'erbone nello zaino con la speranza di non avere la sfiga di essere fermato da sbirri o finanzieri alla stazione.
Col senno di poi mi rendo conto di quanto fossi follemente innamorato di quella ragazza, non mi sarei mai portato in giro dell'erba per nessun'altra persona, conoscendo l'aura di sfiga che da tutta la vita mi perseguita.
Fortunatamente non ci fermò nessuno, alla fine era un'eventualità abbastanza improbabile, ma sarebbe potuto comunque accadere.

Giunti a Finale Ligure ci recammo dritti verso l'hotel che avevo prenotato, avevo speso 180 euro per due notti, una follia, ma alla fine era la cosa più economica che avevo trovato in quel periodo e con un preavviso così scarso.
L'hotel era un mezzo cesso ma la cosa non m'importava, ero con la ragazza che amavo e mi sarei accontentato anche di dormire dentro il buco del culo di un gigante, alla fine non me ne fregava più di tanto.

Giunti in stanza ricordo che scopammo, anche se lei si lamentava per il caldo, o qualcosa del genere. A me personalmente, quando ho una bella figa davanti, del caldo non me ne fotte un beneamato cazzo, e anzi, più l'amplesso si trasforma in un bagno di sudore più la cosa mi sa di sporca e più mi eccito. Una volta terminato, se non ricordo male, prendemmo un bus e andammo al mare a Varigotti.

Ormai è passato tanto tempo e non ricordo di preciso ogni dettaglio, a dire il vero non so nemmeno perché ho deciso di stendere su carta questo preciso ricordo sbiadito nella mia mente. Forse perché sto vivendo un periodo piatto e apatico, e allora mi piace rievocare i ricordi di quando il mio animo era un fuoco ardente, un tripudio di emozioni danzanti che riempivano la mia persona con un impeto irrefrenabile, ricordi di quando mi sentivo vivo e non spento come adesso.

Ricordo che da quando la rividi, fin dal primo giorno, avevo una strana sensazione, non lo so, mi arrivavano da lei delle strane energie negative, ma in cuor mio pensavo fossero solo miei stupidi svarioni, mie insulse paranoie. Non saprei nemmeno spiegare molto bene quello che percepivo, ma dai suoi modi di fare mi appariva un po' distante, c'era qualcosa che non funzionava.

Quella sera Simona voleva fumarsi la canna tanto desiderata. Io dopo quell'estate in Sardegna di tanti anni prima non riesco veramente più a fumare, ogni volta che faccio due tiri di erba inizio a farmi mille pare, tipo che ho paura di rimanere scemo a vita o cazzate così, eppure quella sera ero con lei, ero felice nonostante le mie sensazioni negative, ed ero convinto che la sua presenza mi avrebbe fatto vivere meglio quella situazione.

Andammo sulla spiaggia ad appizzare, feci qualche tiro e inizialmente mi sembrava di star bene.
Poi sentimmo delle voci avvicinarsi verso di noi e Simo iniziò a prendersi male, quindi tornammo in direzione dell'hotel.
Di colpo le luci dei lampioni mi annebbiarono la vista, i miei sensi iniziavano a distorcersi e io a imparanoiarmi.
Giunti in hotel ci sdraiammo sopra il letto, io speravo di ricevere da lei un po' di affetto e invece la mia ragazza si isolò con le cuffie sulle orecchie.
Mi sentii tipo come un cane abbandonato in autostrada, il mio animo fu circondato da un potente alone di tristezza, in pù le mille pare iniziarono a rimbalzare nella mente, ma cercai ad ogni modo di calmarmi.

Presi le cuffie e feci partire "Among the Living" degli Anthrax, uno dei miei dischi preferiti, invece che godermi quel monento con lei fui costretto a rinchiudermi in me stesso, con la mia musica.
Chiusi gli occhi e nella mia mente iniziò a formarsi l'immagine di lei, Simona, del suo viso, che da bello com'è nella realtà iniziò a tramutarsi, diventando una caricatura orribile e grottesca rassomigliante ad un ratto stilizzato.

Cercai di scacciare via l'immagine, fino a quando non mi addormentai.
Un mese dopo mi lasciò per mettersi con un suo amico, il mio istinto in fin dei conti non sbaglia mai.

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